Caos per le parole del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha definito para-mafioso il sistema del Csm. Cosa è successo.
Il tema Giustizia lo aveva già visto ricevere in passato alcune critiche, ora il Ministro Carlo Nordio è tornato sotto la lente di ingrandimento dopo aver definito “para-mafioso” il sistema del Csm. In una intervista a Il Mattino, Nordio aveva detto la sua in merito al Referendum del prossimo 22-23 marzo alzando un vero e proprio polverone.

Nordio e il sistema “para-mafioso” del Csm
Stanno facendo discutere le parole del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, rilasciate in una intervista a Il Mattino di Padova. In particolare, il titolare della Giustizia aveva detto a proposito del prossimo Referendumo del 22-23 marzo 2026: “Il sorteggio rompe il meccanismo para mafioso delle correnti, questo verminaio correntizio come l’ha definito l’ex procuratore Antimafia Benedetto Roberti poi eletto con il Pd al Parlamento Europeo”.
E ancora: “n mercato delle vacche. Lo scandalo Palamara ha mostrato tutto questo: ma hanno messo il coperchio su questo scandalo, 4 o 5 disgraziati costretti alle dimissioni, e poi nulla è cambiato”, erano state le parole di Nordio.
Le opposizioni insorgono e la replica del Ministro
Le frasi del Ministro hanno provocato delle immediate reazioni. In primis dell’Associazione nazionale magistrati secondo cui Nordio “ha deciso di avvelenare i pozzi accusando i magistrati di usare metodi paramafiosi, paragonando l’elezione dei componenti del Consiglio superiore della magistratura ai comportamenti della criminalità organizzata. Le sue parole offendono la memoria di chi ha perso la vita per lottare contro la mafia nel corso della storia d’Italia e mortificano il lavoro di chi, sul territorio, ogni giorno, mette a rischio la propria incolumità personale per contrastare la criminalità organizzata, a difesa della collettività”.
Le opposizioni si sono lamentate delle dichiarazioni del Ministro con Elly Schlein, leader del Pd, che ha detto: “Credo che sia inaccettabile assimilare i magistrati ai mafiosi, ed è un insulto a quei magistrati che hanno pagato con il costo della vita la lotta e il contrasto alla criminalità organizzata, come Paolo Borsellino, come Giovanni Falcone, come Rosario Livatino, come Rocco Chinnici”, ha detto la segretaria dem.
Al Corriere della Sera, Nordio ha poi tenuto a precisare dopo le polemiche: “Le parole sul Csm? Ne ho altre. Anche peggiori. Ogni giorno ne tirerò fuori una. Possiamo andare avanti fino al referendum”. E ancora: “Ah ma non è mica mio quel giudizio. Fossi matto. Io in questi casi ormai cito gli altri. Perché io non sono nessuno. Queste parole le aveva dette Nino Di Matteo, nel 2019, a un quotidiano […]”.